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La legge della meraviglia di José Luis García-López

  • Immagine del redattore: Pasquale Frisenda
    Pasquale Frisenda
  • 26 mag 2021
  • Tempo di lettura: 12 min

Aggiornamento: 13 set 2023

Un disegnatore simbolo della DC Comics, e che ha saputo segnare l'immaginario di generazioni di lettori.

A un'intera generazione (o forse due) di lettori, se gli si chiede di chiudere gli occhi e immaginare un supereroe della DC Comics, quello che vedono è quasi sicuramente frutto dall'estro artistico di José Luis García-López. García-López nasce il 26 marzo 1948 a Pontevedra, in Spagna, ma pochi anni dopo, nel 1951, la sua famiglia si trasferisce in Argentina, ed è in quel Paese che il piccolo José Luis cresce e si forma. Dimostra precocemente un talento per il disegno e si avvicina ai fumetti attratto dai lavori di alcuni grandi maestri nordamericani, tipo Alex Raymond, Harold Foster e Milton Caniff, ma anche perché colpito dalle opere dei rappresentati dell'historieta argentina, ovvero gente come José Luis Salinas e Alberto Breccia (nella foto qui sotto, Garcia-Lopez è proprio insieme a Breccia nell'edizione di Lucca nel 1990):

Da ragazzo leggeva anche i supereroi, ma non erano quelli i riferimenti che cercava - "Non erano così importanti per me", ebbe a dire -, mentre nel suo sviluppo come disegnatore i modelli argentini li sentiva più vivi e con una personalità forte e marcata, maggiormente legata ai modelli europei. Difficilmente, in quegli anni, avrebbe potuto quindi immaginare che svolta avrebbe preso la sua carriera. L'esordio del giovane disegnatore nel settore del fumetto arriva presto, verso la metà degli anni '60 e per le pubblicazioni dell'americana Charlton Comics. In quel periodo García-López viveva a Buenos Aires e lavorava in una piccola società di pubblicità. Prima di allora aveva già pubblicato dei fumetti, di genere western o di guerra, ma poca roba, capitata in modo del tutto occasionale e ancora decisamente immatura a livello grafico (va detto che aveva circa 15 anni), e proprio per quello era molto difficile essere pagati e impossibile guadagnarsi da vivere con quel mestiere, quindi i suoi primi lavori considerati veramente professionali sono quelli fatti per Charlton, con storie prevalentemente di stampo romantico. Per cercare di adeguare il suo disegno alle necessità del nuovo impegno, l'autore dirige il suo sguardo sulla serie "The heart of Juliet Jones" di Stan Drake e sul materiale che un altro artista argentino, Ernesto Garcia Seijas, produceva sempre per la Charlton: "Ho guardato con grande attenzione tutto quello che stava facendo. Lavorava con il mio stesso agente, quindi ho avuto modo di vedere anche i suoi originali". Sono anni in cui, come in Italia, anche in Argentina imperavano riviste di fotoromanzi, che per García-López risultarono molto utili visto che presentano in continuazione del materiale adatto per disegnare personaggi coinvolti in scene romantiche - "Rendere un bel bacio senza una buona referenza visiva non era affatto facile", raccontò poi in un'intervista -, ma inoltre il disegnatore può contare anche sulla divertita collaborazione di alcune sue amiche e modelle, che lo aiutano con preziosi suggerimenti sulla moda femminile in voga all'epoca e che posano per lui. García-López descrisse in questo modo quella sua iniziale esperienza: "Furono anni pieni di novità per me, dove appresi meglio le necessità che la narrazione a fumetti impone. Capii che non c'è modo migliore per imparare a disegnare che farlo dal vivo. Sapevo a che tipo di pubblico erano destinate le storie, ed era un aspetto che consideravo, ma il mio vero problema era farle bene e questo significava una lotta quotidiana con ogni disegno. Fortunatamente, le precise indicazioni che ricevevo costantemente da alcune mie amiche (e poi modelle) mi permisero di restare sempre nei binari giusti, in modo da essere vicino al punto di vista femminile, che era il fulcro delle storie. Fu anche un periodo molto divertente, come ad esempio quando dall'editor con cui ero in contatto ricevetti un'indicazione su come fare una "tipica ragazza americana", dove mi veniva detto di ispirarmi a Natalie Wood. Cosa curiosa, considerando che la Wood aveva origini russe".

Pur se ancora poco pratico con la lingua inglese, nel 1974 decide si trasferirsi a New York, dove incontra Joe Orlando, autore che aveva alle spalle una lunga militanza nella EC Comics, famosa e demonizzata (dai media e dalle associazioni dei genitori) casa editrice di fumetti di genere horror degli anni '50, ma che allora era già in forze come disegnatore e poi editor in quella realtà editoriale che diventerà per García-López un assoluto riferimento: la DC Comics. Inizia quindi a collaborare alla DC, e il suo primo lavoro accreditato fu l'inchiostrazione delle tavole di Dick Dillin per una storia uscita nel 1975 sulla rivista antologica "Action Comics". L'esperienza come inchiostratore è per García-López una vera novità, perché a quei tempi, in Argentina, non era ipotizzabile dividere i vari ruoli artistici nel fumetto: "E' stato qualcosa che ho scoperto qui. Oggigiorno immagino che molti artisti sudamericani (e anche altrove) abbiano adottato questo sistema. Senza dubbio è funzionale per rispettare le scadenze, ma personalmente, anche se sono stato fortunato ad avere artisti superbi che hanno inchiostrato e inchiostrano le mie cose, come Dick Giordano, ad esempio, preferirei sempre farlo da solo". Come inchiostratore lavora poi su tavole di uno dei nomi di spicco delle serie di Superman, Curt Swan, prima di passare a realizzare da sé le tavole a matita per una storia scritta da Edward Nelson Bridwell e pubblicata nell'ottobre del 1975 su "Detective Comics". Il tratto di García-López matura in fretta, il suo disegno si fa sempre più solido, corposo, e arriva per lui il momento di firmare il suo primo personaggio: con lo scrittore Gerry Conway dà vita alla serie "Hercules Unbound" (1975), e poco dopo, nel 1977, si presenta l'occasione giusta per mettere in luce definitivamente il suo talento: viene rilanciato un personaggio nato pochi anni prima sulle pagine di "All-Star Western" da un'idea di John Albano e Tony DeZuniga, ed esordisce quindi la testata sull'anomalo e cinico antieroe "Jonah Hex", scritta da Michael Fleisher.

Da quel momento, García-López arriva a collaborare praticamente per ogni serie pubblicata sotto il marchio DC e presente sul mercato in quegli anni, sia come disegnatore delle storie che, ancora più frequentemente, come copertinista. Sempre su testi di Gerry Convay, García-López disegna ad uno dei volumi di grande formato che la DC dedica ad una serie di scontri tra Superman ed altri loro noti personaggi (ma in quella collana l'eroe creato da Jerry Siegel e Joe Shuster se la dovrà vedere anche con Cassius Clay e l'Uomo ragno), e al disegnatore ispanoargentino viene affidata la storia di "Superman vs Wonder Woman", pubblicata nel 1978 (e poi costantemente ristampata).

Il tratto dell'autore è ormai pienamente formato, personale ed estremamente accattivante, dimostrando un disegno realistico e sicuro, mai legnoso, che rende i personaggi molto convincenti, inserendosi di diritto nella scuola grafica dei suoi riferimenti iniziali e affiancando il suo nome a quello dei disegnatori allora maggiormente in voga negli states, come Neal Adams, Carmine Infantino o John Buscema, tutti in grado di descrivere con estrema efficacia le gesta dei supereroi ma senza mai fargli perdere una credibilità visiva, sia nelle anatomie che nella messa in scena del mondo in cui sono inseriti, e per i lettori è quindi normale pensare che i suoi Clark Kent, Diana Prince o Bruce Wayne siano anche Superman, Wonder Woman e Batman (giusto per citare dei personaggi che sono stati molto importanti per questo autore), perché risultano sempre essere figure plausibili, tanto nobili ed epici in costume quanto normalissimi in abiti civili. Una precisa scelta e intenzione che nel settore fu smarrita negli anni '90, con l'imporsi nei comics di stili di disegno sempre più eccessivi, ipercinetici e grotteschi - tesi alla celebrazione di se stessi ma non al raccontare una storia -, e solo in parte recuperata in seguito. A tal proposito, García-López così si è espresso in una recente intervista: "Io ho ormai una certa età e per questo motivo gli autori che posso consigliare agli aspiranti disegnatori gli saranno quasi del tutto sconosciuti. Ma i classici sono e saranno sempre riferimenti importanti, perché hanno un'educazione artistica e una conseguente formazione che forse è venuta a mancare a molti disegnatori attuali. Sono nomi come Alex Raymond, Frank Robbins, John Cullen Murphy, Harold Foster, Stan Drake, Roy Crane, e solo per citarne alcuni di quelli statunitensi. Ma in Argentina, dove sono cresciuto e dove ho imparato il mestiere, abbiamo avuto disegnatori magnifici come Alberto Breccia o José Luis Salinas. Oppure l'italiano Bruno Premiani, volendo, che ha poi lavorato anche per la DC, ma la lista sarebbe lunga e me ne dimenticherei di sicuro qualcuno. Il Sud America è un terreno fertile per gli artisti. E beninteso, io non mi annovero tra loro. Ma davvero, anche adesso, e proprio qui, negli Stati Uniti, puoi trovare disegnatori argentini al lavoro, gente come Ariel Olivetti e tanti altri nomi di valore". Tutta l'abilità acquisita da García-López nel rendere sempre verosimili i vari supereroi e le azioni che compiono raggiunge uno dei suoi vertici in un crossover realizzato per una collaborazione tra la DC e la Marvel, dove si decide di far incontrare e scontrare Batman e Hulk. Il volume esce nel 1981, ed è proprio il puro talento del disegnatore che permette alla storia - comunque estremamente gradevole - di segnalarsi e restare nella memoria dei lettori, anche per via del fatto che qui si possono ammirare non poche perle della produzione di García-López, come ad esempio la sequenza fortemente onirica in cui il Plasmatore di Mondi scatena la mente del Joker, e dove, come sempre, riesce a rendere assolutamente convincenti per chi legge anche quei momenti che non lo sono (come Hulk che si piega sotto i colpi di Batman). A questa sua particolare capacità i suoi innumerevoli fan hanno anche dato anche un nome specifico: "La legge della meraviglia di García-López".

Nel 1985 disegna cinque numeri della nuova serie sui Teen Titans, e lo sceneggiatore Marv Wolfman in seguito commentò quella collaborazione dicendo: "Sapevo di avere a disposizione un artista incredibile in grado di disegnare praticamente tutto ciò che volevo. Così decisi di rendere la storia il più grande spettacolo che potevo concepire". Altre sue opere degni di nota sono "Atari Force", "Road to Perdition", la graphic novel "Star Raiders" su testi di Elliot S. Maggin, il ciclo di storie realizzato per la serie di "Deadman", oltre che il lavoro nella serie "Twilight" scritta da Howard Chaykin, per cui ha ricevuto una nomination agli Eisner Award.

Verso la metà degli anni '80, García-López incrocia nella sua carriera "Cinder & Ashe", uno dei progetti di cui va più fiero. Edita dalla DC, scritta da Gerry Convay ed elogiata unanimamente da pubblico e critica, "Cinder & Ashe" è una miniserie d'azione ma lontanissima dal mondo dei supereroi, anzi l'impostazione è di stampo realistico e i toni molto drammatici, e quindi la scelta per farla funzionare graficamente non poteva che cadere su uno dei pochi disegnatori in grado di calibrare il suo stile in tal modo da riuscire a dare credibilità all'insieme (la storia è ambientata dopo la guerra del Vietnam, e basta vedere la ricerca che García-López ha dedicato ai vestiti dei personaggi, che rendono immediata e indubbia l'identificazione del periodo, oltre alla cura con cui li ha rappresentati, per avere un'idea delle sue capacità). In questo caso fa davvero effetto la padronanza dell'autore nel disegno e nell'impaginazione delle tavole, dove dimostra di aver raggiunto la piena maturità artistica. Tutte le tavole risultano essere perfettamente adeguate nel raccontare al meglio ogni passaggio narrativo: García-López sa cosa mostrare, quando e come farlo, in modo che il tutto risulti sempre chiaro ed efficace ma senza far perdere intensità, atmosfera e dinamismo al suo lavoro, rendendo di "Cinder & Ashe" un perfetto equilibrio tra senso estetico e racconto. I flashback ambientati in Vietnam sono poi alcune delle cose più belle della storia in questione, ma anche una delle migliori rappresentazioni di quella sporca guerra nei fumetti.

Nel 2014, il sito ComicsAlliance commentò così il suo lavoro svolto nella miniserie: "I suoi personaggi non sono mai in una posizione statica; si stirano, si piegano, si contorcono, scattano. C'è un costante contenuto drammatico nei loro movimenti".

Tra i suoi lavori che lo soddisfano di più, l'autore cita spesso "Twilight", "Road to perdition" e proprio "Cinder & Ashe": "Il primo ha molte soluzioni visive, per dare scorrevolezza ad una storia a suo modo complicata, mentre gli altri sono puro storytelling. Devi solo seguire gli avvenimenti, senza farti distrarre da pin-up o splash page".

Lo stile di García-López si lega così profondamente alle pubblicazioni della DC che nel 1982 firma un contratto in esclusiva con quella casa editrice per la stesura di guide specifiche per fornire immagini ufficiali per le licenze di merchandising in tutto il mondo. La prima guida è utilizzata ancora oggi come parte di una linea di produzione di materiale legato ad una rappresentazione dei personaggi in chiave retrò; nel 1992 una nuova guida viene incentrata interamente sul film "Batman Returns"; diverse altre relative a Superman escono nel 1991, 1994 e 2006; altre ancora dell'intero Universo DC vengono pubblicate nel 1998, 2004 e 2012. Alla domanda di come si sente al fatto che le sue versioni dei vari personaggi siano diventate un autentico simbolo della casa editrice e che hanno così resistito alla prova del tempo, García-López ha risposto: "Non lo immaginavo. In generale, quando disegni, non pensi al futuro di quel disegno, ma solo di farlo possibilmente bene, vederlo pubblicato e basta. Però, sì, mi sorprende che dopo così tanti anni continuino a usare quel materiale. Soprattutto quello della prima guida del 1982, adesso ribattezzata "retrò" perché, alcuni anni fa, uno stilista fece una linea di oggetti con immagini di Wonder Woman, e quello era conosciuto come il "progetto retrò". Ora, quando mi chiedono di ricreare alcune di quelle immagini per le nuove guide, mi dicono: "Vogliamo lo stile retrò"! Per decidere quali sono le pose migliori dei personaggi che poi appariranno su vari prodotti non mi muovo casualmente, perché per mia fortuna la maggior parte di questi, almeno quelli più famosi come Superman, Wonder Woman o Batman, erano in giro prima che io iniziassi a occuparmi di loro. Sappiamo già quali sono le pose che funzionano meglio in base alla loro personalità. Comunque, le regole che governano questi disegni sono diverse da quelle dei fumetti. Questi non sono diretti a un lettore abituale ma a un pubblico più generale, che non ha familiarità con tutti i cambiamenti apparsi nelle varie serie e guarda quei personaggi come qualcosa di più statico, diciamo non troppo diverso dal logo della Coca-Cola. Quello è un lavoro in cui devi andare per sottrazione, in economia. Il mio disegno è relativamente facile da riprodurre perché è piuttosto ordinato, ed è quindi adatto per il materiale su cui apparirà, che è vario e non sempre di qualità. Per i personaggi di Superman e Shazam, ad esempio, che hanno somiglianze evidenti nel volto, bisognava evidenziare bene il carattere: Superman è risoluto e fermo, con solo un leggero sorriso sul volto, ma per Shazam il sorriso è invece pieno, come si addice a un personaggio che è un ragazzo nel corpo di un uomo, e con un movimento più accentuato. Anche a chi non li conosce, arriva qualcosa su di loro senza che venga detto a parole. Di solito eseguo almeno tre schizzi per ogni posa, e l'art director, il merchandising manager e un gruppo di altre persone hanno l'ultima parola su quale sarà infine utilizzata".

La sua rappresentazione di Superman, specialmente negli anni '80, è stata spesso paragonata a quella fornita sul grande schermo da Christopher Reeve nel celeberrimo film diretto da Richard Donner nel 1978, ma per García-López la somiglianza è del tutto casuale: "Nessuno mi ha detto di ispirarmi a Christopher Reeve. I modelli che mi hanno dato con i volti di Superman e Clark Kent erano quelli disegnati da Curt Swan, e quella è stata la guida per il Superman che ho fatto. Penso che la vicinanza che le persone trovano con il Superman di Christopher Reeve sia dovuta al fatto che Reeve era il Superman perfetto. Non solo il suo corpo e i suoi lineamenti, ma anche la sua personalità era come quella di Superman. La sua versione trasuda felicità! Quindi, mi sento lusingato quando lo paragonano al mio Superman: la cosa non è stata voluta ma anch'io vedo Superman in quel modo".

Per García-López, Superman è poi un personaggio davvero difficile da disegnare, anche dopo molti anni, mentre ha ammesso di trovarsi molto più a suo agio con Wonder Woman, Batman, Deadman, Jonah Hex e ovviamente con quelli da lui creati graficamente.

Pur se da sempre legato all'immaginario DC, García-López non ha mai smesso di guardarsi intorno, ovviamente, e tra i personaggi della principale concorrente, la Marvel, avrebbe manifestato interesse per Conan o il Punitore. Di regola, quando si parla del lavoro di José Luis García-López non lo si fa nel modo in cui, ad esempio, si cita quello operato da John Byrne o Frank Miller, anche perché non ha mai gestito anche narrativamente lunghi cicli di varie serie, ma il contributo che un autore simile ha dato al settore dei comics, facendogli attraversare interi decenni restando visivamente interessanti, è stato comunque notevole. Un talento come quello di García-López, così acceso e vibrante ma comunque sempre posato ed elegante, fa sembrare facili i risultati che ottiene, ma dando per scontata un'abilità come la sua a volte si finisce un po' per sminuirla, sottovalutarla, mentre il valore che contiene la produzione da lui espressa va ben oltre le canoniche pagine delle lotte tra supereroi (magari piene di grafismi vacui e modaioli, come quelle fatte da centinaia di altri disegnatori, a volte in maniera persino ossessiva per celare evidenti mancanze di disegno), ma è la costruzione di interi mondi, tanto familiari quanto minacciosi, tanto sofisticati quanto rudi, ironici e allegri quanto spigolosi e violenti, tutti perfettamente immaginati per accogliere gli stati d'animi che i lettori sono stati pronti a condividere in essi. Anche per questo, il nome e lo stile di questo disegnatore non è mai stato dimenticato, e anzi oggi più che mai è quasi venerato dai suoi fan, tanto che in vari siti dedicati a lui o ai comics in generale hanno coniato l'espressione "Sia lode al suo nome" ogni volta che viene menzionato. QUI e nel video seguente trovate un'interessante galleria d'immagini:

Oltre ai vari titoli citati, un volume che mi sento di consigliare per scoprire questo autore è il n. 5 della collana "Modern Masters", che è a lui dedicato.

Buone letture!




 
 
 

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